Recensione: La band nasce nel 1968 sulla scia dei primi gruppi britannici progressivi, con particolare riferimento ai Moody Blues ed in quello stesso anno registra un singolo promozionale comprendente tre brani, tra i quali Lights in my mind, poi incluso - in altra versione - nell'album d'esordio, pubblicato nel 1970 su etichetta Vertigo. Il disco, intitolato semplicemente Cressida (il nome si ispira alla tragedia shakespeariana Troilo e Cressida), si distingue per le delicate e melodiche ballate, con intrecci ed alternanze strumentali tra flauto, tastiera e chitarra, che conferiscono all'opera un'atmosfera sognante e vagamente triste. Nel 1971 esce il secondo ed ultimo lavoro del gruppo, Asylum, che comprende brani simili ai precedenti per ispirazione, ma più complessi e talvolta decisamente lunghi, come nel caso di Let Them Come When They Will, ottimo esempio di suite progressiva. Da segnalare inoltre la presenza dell'orchestra e la sostituzione del chitarrista John Heyworth, che aveva avuto un ruolo essenziale nella composizione dell'album precedente, con John Culley. Il successo comunque non arriva e la formazione si scioglie poco dopo. Riscoperti nei primi anni del 2000 ed oggetto di numerose ristampe su CD, i Cressida sono ormai considerati uno dei gruppi più interessanti di quella prima generazione progressiva che qualcuno definisce con il termine "proto-prog". |