Recensione di ANDROMEDA: C’era una volta la Bay Area, mecca del thrash proveniente
da San Francisco e fucina inesauribile di bands in grado di
unire con facilità estrema tecnica e violenza. Alla fine degli
anni’ 80 la Bay Area si trasforma e nascono gruppi che alla
tecnica uniscono una velocità ancora maggiore e voci
decisamente più aggressive. I SADUS sono tra questi,
ereditano i tesori di bands come TESTAMENT,
POSSESSED, EXODUS, spezzano le reni a più di un
mosher ed esaltano i molti nuovi sostenitori del death
metal, genere che prima accompagna poi soffocherà il
thrash, rubandogli lo scettro di metal più veloce del pianeta
per buona parte degli anni ’90. La formazione è da paura, basti pensare alla presenza di Steve Di Giorgio al
basso, mostro del suo strumento e futuro compagno di scorribande di Chuck Shuldiner e dei suoi DEATH
(suo il suono di basso su “Human” e “Individual Thought Patterns”). “Swallowed In Black” è il loro
secondo album, primo per la Roadrunner. |