Recensione: Kurai è un termine giapponese che corrisponde all’aggettivo «scuro», senza connotazioni «gotiche» o emotive di altro genere. In un certo qual modo Kurai è l’«ombra» di Yûgen, sia perché ne riprende alcuni spunti (direttamente da Labirinto d’acqua), ma soprattutto perché ne dissolve il rigore metronomico, per lasciare spazio a un respiro così ampio da apparire talvolta disumano. Identica l’attenzione ai colori, alle sfumature, alla profondità, privilegiando in questo caso gli strumenti acustici. L’improvvisazione, ampiamente utilizzata in diverse tracce, non è mai fine a se stessa, ma costituisce il materiale di partenza per la «composizione» vera e propria: un tentativo di cristallizzare un’emozione «non scritta» e altrimenti irrecuperabile.
Riferimenti: ECM, Contemporary, Soundrack music, |