Recensione di www.metalzone.it: Scordatevi i Manowar, l'heavy metal ha trovato i suoi nuovi "defenders" e hanno come nome "Metalium", che arrivano con questo "Nothing to undo" al loro sesto capitolo della saga dedicata alle vicende storiche ed epiche del guerriero Metalian che troviamo in copertina legato e con una profonda ferita che lo apre in due, e ciò ci conduce al "concept" del lavoro un viaggio all'interno dell'animo dell'uomo passando dagli atti onorevoli alle nefandezze più basse ed umilianti.
Fin da "Spineless scum" si srotolerà davanti a voi un tappeto fatto di potenza, un granitico muro di suono sostenuto da un incredibile macchina umana che risponde al nome di Michael Ehre che arricchisce ogni composizione con stacchi di tempo al fulmicotone e passaggi di doppia cassa da paura.
Non sono da meno i suoi compagni di viaggio, Matthias Linge capace di riff taglienti e aggressivi ma anche di passaggi delicati e malinconici come in "Way home". La splendida prestazione vocale di Henning Basse, che passa con una naturalezza sorprendente da un cantato pieno di rabbia e cattivo a passaggi accattivanti capaci di trasportarci in paesaggi epici, o l'ottima prova melodica nel già citato "Way home". Per ultimo, ma non ultimo il perfetto basso di Lars Ratz.
Ottimi tutti i brani, leggermente sopra la media l'opener "Spineless scum", la trascinante "Straight into Hell", la melodica "Way home" e la furiosa "Dare".
Chiude il lavoro "The show must go on" cover dei Queen rivista in chiave più heavy e dove nonostante il grande impegno Basse perde il confronto (altro non ci si poteva aspettare) con l'inarrivabile Freddie Mercury.
Pare che i Metalium dopo alcune prove mediocri abbaino finalmente trovato la strada giusta e l'imboccano con un grande album di power metal. Consigliato. |